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Irregolari il 70% dei mutui, ecco come riconoscerli e ottenere il rimborso.

Il peso di un muto si fa ben sentire da chiunque ma ancora più se appesantito in maniera non del tutto dovuta.

E a confermare il tutto ci ha pensato proprio uno studio effettuato dalla GMB Finance Solution che ha raccolto i dati delle seguenti irregolarità.

Circa tre muti su quattro sono irregolari e almeno nel 72% dei casi chi ha stipulato un muto a tasso variabile dopo il 2003 adesso si trova a dover pagare molto di più di quanto dovuto.

Dal primo ottobre 2003 infatti, ai sensi della delibera CICRn286 del 4 marzo del 2003 tutti gli intermediari finanziari sono stati obbligati a far riferimento ad un indicatore sintetico del costo che racchiude tutti i costi aggiuntivi connessi al muto (interessi annuali, commissioni, spese di incasso e premi assicurativi).

Ma la nota positiva è che adesso è possibile recuperare fino a 80mila ogni 200mila di muto  erogato.

Facendo  riferimento a molti istituti di credito ad un TAEG più basso rispetto a quello applicato si determina una somma ottenuta dalle banche illegalmente (irregolarità di pubblicità ingannevole).

Tale irregolarità comporta spesso il ricalcolo del muto sulla base del tasso dei Bot.

Per i clienti il ricalcolo si può tradurre spesso in cifre molto importanti:

 I clienti che chiedono un muto superiore a 50mila euro devono inoltre prestare molta attenzione ai tassi applicati che sfiorano spesso quelli usurari. Per verificare i tassi, basta però controllare che la somma di tutti i costi sostenuti dal cliente non superi le soglie massime pubblicate ogni e tre mesi dalla Banca d’Italia.

Il recupero di versamento improprio può variare molto in base alla durata del finanziamento ed alla somma richiesta.

In media è possibile recuperare fino ad un massimo di 80mila euro ogni e 200mila di muto erogato. Spesso non c’è bisogno nemmeno del Tribunale;

osservando una statistica del Ministero Della Giustizia si può osservare che il 45,8% dei casi si conclude con un accordo entro gli 8 mesi.

Tuttavia secondo i dati dell’ISTAT, ci sono oltre 7,5milioni di muti stipulati dal 2003 ad oggi con una media annuale di oltre 400mila euro e umanità predominanza di quelli a tasso variabile (scelti da oltre due terzi dei clienti).

I cittadini interessati a conoscere quanto possono recuperare all banca possono consultare il sito internet: www.consulcesi.it.