Perché le persone intelligenti tendono ad avere pochi amici

Le persone intelligenti tendono ad avere pochi amici. Il motivo è scientifico…

“Più intelligenza avrai, più soffrirai”…diceva il filosofo Arthur Schopenhauer ed aveva proprio ragione, perché è emerso anche da recenti studi come le persone dotate di “grande intelletto” abbiano però anche più difficoltà a stare bene con gli altri e a star bene in generale nella vita (anche da soli). Potrebbe sembrarvi strano da sentire, ma è così. E’ stato infatti dimostrato scientificamente, che le persone con un Qi superiore alla norma tendono ad essere più infelici e ad avere anche meno amici. La solitudine, quindi, è spesso la triste condanna di chi ha un intelletto superiore alla media.

A dirlo sono stati proprio gli esperti, che con una serie di esperimenti e test sono riusciti ad avvalorare la loro teoria iniziale. Le persone maggiormente brillanti hanno molta difficoltà ad intrattenere rapporti con chiunque. L’intelligenza in questo caso diventa un’arma a doppio taglio che può far apprezzare i misteriosi meccanismi dell’esistenza, aiutare nella vita, nel lavoro e nella scalata al successo, ma senza lasciare però spazio ai sentimenti e agli affetti. Gli psicologi evoluzionisti Satoshi Kanazawa della London School of Economics e Norman Lee dell’Università di Singapore, hanno dimostrato, dopo aver analizzato e intervistato un campione di persone, che i soggetti con un quoziente intellettivo maggiormente elevato hanno poi però più difficoltà a stare accanto alle persone e agli amici. I risultati sono stati poi pubblicati sul British Journal of Psychology e resi noti a tutta la popolazione.

Insomma, più il quoziente intellettivo è alto, minore sarà il bisogno di avere contatti con il mondo esterno e con la gente in generale. In questo modo sarà certamente difficile intrattenere e creare rapporti solidi con gli altri. L’isolamento è un fattore altamente negativo per lo sviluppo delle relazioni interpersonali e quelle intelligenti, da una parte non riescono a star troppo tempo con gli altri e dall’altra parte hanno proprio difficoltà ad inserirsi. Vivono in un mondo più sviluppato e in genere e hanno difficoltà a comprendere i bisogni degli altri. Molti non lo ammettono ma trovano anche nocivo e inutile perdere tempo con persone che potrebbero allentare la loro creatività. Anche altri studi hanno dimostrato come mai è così difficile per queste tipologie di persone stare bene ed avere rapporti con il mondo esterno. Due importanti studiosi, Kaja Perina e Satoshi Kanazawa, hanno dimostrato che chi è intelligente tende anche ad avere problemi di insonnia. Questo a causa dei continui impulsi che il cervello manda. Questo scarso riposo però è negativo e si riflette anche sulla riuscita delle relazioni con il mondo esterno. Tali soggetti, avranno infatti più sonno durante il giorno e cercheranno di isolarsi per fare qualche riposino ristoratore. Da ricordare però, che dormire poche ore e passare la notte insonne porta anche notevoli risvolti negativi legati all’umore, creando nervosismo, tristezza e appunto isolamento. Inoltre gli individui altamente intelligenti tendono a pensare sempre troppo e ad avere poco spazio da lasciare ai sentimenti. Insomma, l’intelligenza delle volte allontana dal mondo esterno e genera tristezza e solitudine.