Il maestro spirituale sapeva molto di amore e di vitae con grande saggezza seppe dare molti consigli. Sull'amore disse: “Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla. E se l’amore non porta a questo o non è amore o è un amore malato”.

“Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla”.. 

Il maestro spirituale Osho sapeva molto della vita e con grande saggezza seppe dare molti consigli, soprattutto sulle relazioni umane.

Sull’amore disse: “Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla. E se l’amore non porta a questo o non è amore o è un amore malato”.

Un amore, difatti, dimentichiamo spesso che deve far star bene altrimenti non vale la pena di essere vissuto. Amore e rispetto devono andare di pari passo e se la sofferenza supera i momenti di gioia, allora è il caso di interrogarsi sulla natura di questo amore, forse malato, forse insano e forse nemmeno amore.

“L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione”.

Perché non riusciamo a lasciare chi ci fa soffrire?

Il problema è che quando si inizia una relazione, nessuno dei due sa bene come andranno le cose e se la storia inizia nel migliore dei modi, poi non è detto che debba continuare in maniera serena, in seguito. L’aspettativa, la voglia di riuscire a tutti i costi a stare con quella determinata persona, spesso inducono all’infelicità e alla sofferenza.

L’attaccamento è un altro fattore che poi determina la difficoltà a lasciare andare chi fa soffrire. E’ facile all’esterno capire quando una relazione non funziona, ma dall’interno avvengono tutta una serie di cose per cui, poi, è difficile fare un analisi razionale e capire che è il caso di chiudere un rapporto che poi non porta a nulla di positivo.

Una delle situazioni in cui si ha più difficoltà è quando ci si sente soli, quando si hanno poche possibilità per incontrare gente nuova e ci sono poche amicizie. La paura dell’abbandono e del nulla all’esterno impedisce a chi soffre di lasciare il partner.

Ma come poter venire fuori da questo giro?

Tutto passa attraverso due azioni, una interna e una esterna:

1: Versi l’esterno: Evitare di piangersi e compatirsi e iniziare a frequentare corsi ed associazioni che aiutino la conoscenza di altre amicizie e non solo. E’ bene dunque buttarsi e mettersi in gioco, anche quando non si ha voglia e questo indipendentemente dalla persona che si ha.

2. Verso l’interno: Valorizzare la propria autostima, cercando di allontanare l’altro anche quando non si ha la forza. Gli psicologi dicono che è necessario un atto di autostima per procedere e chiudere. Bisogna agire sull’onda dell’impulsività e senza pensare a riflettere su ciò che si è commesso.

La dignità al centro di tutto

La dignità è al centro di tutto. Le persone che intendono chiudere una storia che fa male, devono capire che è più importante la propria dignità.

Il maestro spirituale sapeva molto di amore e di vitae con grande saggezza seppe dare molti consigli. Sull'amore disse: “Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla. E se l’amore non porta a questo o non è amore o è un amore malato”.

“L’uomo matura nel momento in cui comincia ad amare piuttosto che ad avere bisogno. Comincia a traboccare a condividere, comincia a donare”.

Osho Rajneesh, o semplicemente Osho nato a Kuchwad l’11 dicembre 1931 e morto a Pune il 19 gennaio 1990, è stato un mistico e maestro spirituale indiano, che acquisì seguito internazionale. Osho era un professore di filosofia che abbandonò la carriera accademica per girare il mondo come maestro spirituale. Le sue posizioni anticonformiste suscitarono scalpore e reazioni controverse. Affermò di aver vissuto, ventunenne, l’esperienza mistica dell’illuminazione.

Iniziò a viaggiare per l’India, a tenere discorsi e a condurre campi di meditazione. Negli anni settanta creò un ashram, a Pune, che arrivò a ricevere trentamila visitatori l’anno…Per saperne di più continua a leggere qui

error: Questo contenuto è coperto da diritto d\'autore