Victor Hugo: ‘La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è’

“La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è, o meglio, essere amati a dispetto di quello che si è”. In queste poche righe dell’autore Victor Hugo possiamo ritrovare tutta la modernità del suo pensiero, un pensiero appunto attuale e più che mai vero.

Victor Hugo: Che cosa resta della vita, se non l’aver amato?

Tutti sperano di essere amati per ciò che sono e sperano che nessuno voglia cambiarli, plasmarli. Amare significa voler accettare tutto dell’altro, anche i lati meno belli, amare tutto, anche i momenti meno luminosi. L’amore pretende questo, amore incondizionato, amore che va al di là del pregiudizio, dei difetti, delle incomprensioni.

Lo sguardo dell’amore non è ami critico e non è mai inquisitorio. Si tende a volre cambiare ciò che non si ama veramente e ciò che non si desidera ardentemente.

“Sapete che cos’è l’amicizia? Si, essere fratello e sorella, due anime che si toccano senza confondersi, le due dita della mano. E l’amore? Oh l’amore, è essere due e non essere che una persona sola. Un uomo e una donna che si fondono in un angelo. È il cielo.”

Lo scrittore Victor-Marie Hugo, nato a Besançon il 26 febbraio 1802 e morto a Parigi, 22 maggio 1885 è considerato uno dei più grandi scrittori parigini.

“Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare”…

Definito anche il padre del Romanticismo in Francia. Tra i principali teorici ed esponenti principali del movimento letterario romantico, Hugo seppe tenersi lontano dai modelli malinconici e solitari che caratterizzavano i poeti del tempo, riuscendo ad accettare le vicissitudini non sempre felici della sua vita per farne esperienza esistenziale e cogliere i valori e le sfumature dell’animo umano…Continua a leggere qui

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Author: Serena Di Sisto

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