Stanislaw e l’amore: ‘Per farsi sentire bisogna tacere ogni tanto’

“Per farsi sentire bisogna tacere ogni tanto”. Questo è senz’altro il modo migliore in alcuni casi per farsi ascoltare da chi per troppo tempo vi ha ignorato o ha ignorato i vostri segnali di aiuto.

Sia in amore che nei rapporti personali ci sono dei momenti in cui è bene capire come affrontare una situazione in cui non si riesce ad essere più capiti o peggio ascoltati.

A volte proprio il silenzio è capace di far davvero rumore, soprattutto all’interno di un rapporto quando la coppia non riesce a comunicare più.  A volte si tratta di un vero passo indietro che uno dei due deve fare per capire come stanno le cose e lasciare all’altro il tempo di orientarsi, capire e ascoltare chi si è nascosto nell’ombra di un muto aiuto. Questo il poeta e scrittore Stanisław Jerzy Lec lo aveva capito bene e aveva espresso il suo pensiero nei suoi numerosi testi.

“Quando ti metti a saltare di gioia, bada che qualcuno non ti tolga la terra da sotto i piedi”…

L’amore è un sentimento complesso e la vita di coppia, richiede energia e dedizione. Ogni singolo giorno un rapporto va alimentato, un pò come se fosse un seme, un seme appunto, da piantare, da curare, da annaffiare. Bisognerà avere pazienza per veder nascere dalla terra il frutto del vostro lavoro, frutto che andrà continuamente alimentato, un pò come una storia d’amore. Se però questo non avviene occorre che uno dei due faccia un passo indietro per capire se l’altro è disposto a seguirlo e in alcuni casi il silenzio è l’unica arma comunicativa veramente ufficiale per per cerare rumore.

Stanislaw e l'amore: 'Per farsi sentire bisogna tacere ogni tanto'

“A volte è solo uscendo di scena che si può capire quale ruolo si è svolto”…

Stanisław Jerzy Lec è nato a Leopoli il 6 marzo 1909 ed è morto a Varsavia il 7 maggio 1966. E’ stato uno scrittore, poeta e aforista polacco. Lo scrittore si propose in gioventù come guida per molti intellettuali della mitteleuropa la cui esperienza culturale fu frenata in maniera inesorabile dal divampare della seconda guerra mondiale.

“Ci sono pensieri sordomuti. Chi ha la lingua troppo lunga può inciamparci”…

Internato in un campo di concentramento in Germania, vi rimase fino al luglio del 1943 quando il campo fu sottoposto a esecuzioni di massa. Fuggito grazie al travestimento con una uniforme tedesca, riuscì a raggiungere Varsavia dove poté unirsi al movimento partigiano locale. Alla fine del conflitto poté riprendere la sua attività di scrittore, interrotta solo da un breve intermezzo dovuto ad un incarico diplomatico come addetto culturale presso l’ambasciata polacca a Vienna…Continua a leggere su wikipedia

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Author: Serena Di Sisto

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