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In Europa solo Italia e Grecia non garantiscono il reddito minimo ai propri cittadini, mentre negli altri paesi è uno strumento ormai fondamentale… [infbpglike]

L’ultimo paese europeo ad aver adottato il reddito minimo è stata l’Ungheria nel 2009. Questo strumento fondamentale per la vita di tutte quelle persone che perdono il lavoro e non hanno più diritto all’indennità di disoccupazione, è ormai da tempo adottato dalla maggior parte degli stati europei.Ecco come funziona e a quanto ammonta.

Francia . Il reddito minimo è garantito a tutti coloro che risiedono nel paese da più di 5 anni ed hanno un età superiore a 25 anni, oppure a chi è più giovane ed ha un figlio a carico o ha maturato almeno due anni di lavoro.

Reddito minimo, ecco i paesi che lo usano

FOTO: webeconomia.it

Il Revenu de Solidarité Active, introdotto nel 2009, prevede un sussidio di 470 euro mensili che può salire a 970 euro in caso di una coppia con due figli.

Germania. Il reddito minimo viene elargito sia ai disoccupati, sia ai pensionati in condizioni di bisogno. Il contributo ammonta a 390 euro ma esistono sussidi per l’affitto ed il riscaldamento che vengono elargiti a parte.

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Danimarca. Qui si basa tutto sul Kontanthjælp, ovvero l’assistenza sociale. Il sussidio elargito è tra i più alti in Europa, essendo il costo della vita molto elevato, si parte da un contributo di 1.400 euro per un singolo con più di 25 anni anni, escludendo però il sussidio per l’affitto che viene elargito a parte.Si arriva a 1.800 euro per chi ha figli.

Per quanto riguarda l’Italia, il Governo non sembra, per ora, aver intenzione di muoversi verso l’istituzione di questo prezioso sostegno ai cittadini. Solo il M5s sembra particolarmente sensibile a questo tema, infatti per il 9 maggio ha organizzato una marcia tra Perugia ed Assisi che ha lo scopo di attirare l’attenzione sul tema del reddito minimo di cittadinanza.