Reddito di cittadinanza. Molti rinunciano e non lo vogliono più, ecco i motivi.

E’ attivo ormai da qualche tempo il Reddito di cittadinanza, la misura a sostegno delle famiglie o delle persone in cerca di occupazione.

Tuttavia, pare che molti abbiano rinunciato ed abbiano anche ammesso di non voler più richiederlo, nemmeno in futuro. Ma come mai?

Pare, che alla base dei motivi ci siano assegni, in alcuni casi troppo bassi, paura dello stigma della povertà, o semplicemente molti non trovano giovamento perché magari hanno altri lavoretti più redditizi, seppur in nero e non certificati.

A volte anche il fatto di dover certificare tutto e giustificare ogni spesa diventa un peso per persone che magari sono abituate a spendere in altri modi le piccole entrate mensili che riescono a racimolare.

I controlli, in questo caso, sarebbero dei deterrenti per la richiesta della misura economica.

Per percepire il reddito di cittadinanza con la social card postale, infatti, è indispensabile presentare una Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e la sottoscrizione di un Patto per il lavoro e l’inclusione sociale.

L’Inps ha analizzato che circa 472.970 richieste, poco meno della metà, 335mila delle quali (il 71%) hanno decretato l’erogazione di un importo superiore ai 300 euro, il 21% delle quali persino al di sopra dei 750 euro mensili.

Nello specifico, in Campania (172.175 richieste), in Sicilia (161.383) e Lazio (93.048). Molise (6.388), Trentino-Alto Adige (3.695) e Valle d’Aosta (1.333).

Al momento, ci fa sapere l’Inps di essere a lavoro per implementare un sistema in grado di gestire le rinunce alla misura economica ideata dal Governo centrale.