Donne che lavorano in Italia. Ancora lontane dalla parità

Nuova conferma sul divario fra uomo e donna nel mondo del lavoro. In Ue le signore infatti lavorano 2 mesi in più per lo stesso stipendio degli uomini. Questo è quanto emerge dal rapporto Oxfam dedicato al lavoro femminile nei 28 Paesi Ue nel 2017.

Nello specifico la ricerca sottolinea che, ancora oggi, le donne sono sempre più in difficoltà e maggiormente esposte a lavori precari e occupate in ruoli che non tengono conto delle loro reali qualifiche di studio. Il lavoro delle faccende domestiche invece è in gran parte nelle loro mani, nonostante abbiano altre occupazioni è emerso che il lavoro dopo quello in ufficio continua anche nella mura domestiche.

Però è l’Italia e le donne italiane ad essere in testa alla classifica stilata dal rapporto Oxfam. Sono loro infatti le più svantaggiate in termini di lavoro e di stipendio pagato.

Donne che lavorano in Italia. Ancora lontane dalla parità

Nello specifico, dal rapporto si evince che nel 2017 solo il 48,9% delle donne tra i 15 e i 64 anni aveva un lavoro, uno dei tassi più bassi dell`Europa a 28. E tra le più colpite risultano essere le madri nella fascia di età 25-34 il cui tasso di occupazione nel 2015 si è attestato al 65%. Nel 2016 1 donna su 4 era impiegata in lavori al di sotto delle proprie qualifiche professionali o formative.

Nel 2017  le donne occupate in part time involontario sono state oltre il 69.5%, condizione condivisa a livello europeo, dove 4 lavoratori su 5 impiegati part time sono donne. Per tali morivi Oxfam chiede al Governo italiano maggiori accortezze per quanto riguarda la donna. Nello specifico chiede di poter introdurre degli sgravi contributivi in favore dei datori del settore privato che sottoscrivono contratti collettivi aziendali recanti l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata e di rivedere il sistema fiscale.