Perché le persone gridano? L’insegnamento del Mahatma Gandhi

Quando due o più persone discutono animatamente tra di loro, avendo pareri contrastanti, è difficile che riescano a mantenere un tono di voce basso, pacato ed un’atteggiamento sereno e costruttivo. Infatti, quando le persone si arrabbiano e litigano spesso tendono ad alzare il tono della voce e questo avviene in molti casi senza che ci si il tempo di rendersene neppure conto. Ma come mai perdiamo il controllo della situazione durante questa escalation? Perché le conversazioni tra persone di pareri discordanti rischiano tanto spesso di trascendere in animati scambi di vedute espressi urlando?

Ci sono molte spiegazioni scientifiche e psicologiche date dai più illustri esperti del settore che possono dare risposte. Secondo molti, si tratterebbe di un’aspetto caratteriale che emerge in alcuni soggetti più che in altri, spesso si tratterebbe inoltre di mancanza di controllo e perdita della lucidità momentanea; senso di smarrimento e difficoltà ad essere capiti, come se alzando la voce il nostro pensiero possa apparire più chiaro all’interlocutore. Un vero ed illuminante insegnamento e una risposta concreta a questa domanda la diede molto tempo fa uno dei più noti estimatori del concetto di pace e fratellanza di ogni tempo. Stiamo parlando di Mohandas Karamchand Gandhi, uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza.

Un giorno, Gandhi pose la seguente domanda ai suoi discepoli: “Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.” Infine Gandhi concluse dicendo:

Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare”.

(Gandhi)

Queste poche righe dovrebbero far riflettere tutti sulla forza dell’amore e sull’importanza della tolleranza verso il prossimo. Il litigio, la discussione sono tappe inevitabili nella vita delle persone, soprattutto di quelle che si vogliono molto bene e che spesso passano molto tempo insieme. Ridurre il conflitto, talvolta è fondamentale per trovare l’armonia con l’altro. Le coppie, in particolar modo, dovrebbero trarre un importante insegnamento da questa storia e capire come affrontare le discussioni e le divergenze con la persona amata. Amare è facile ma quello che viene dopo è più difficile. Solo coltivando giorno per giorno un rapporto le cose potranno andare per il meglio. La capacità e l’opportunità di poter coltivare una relazione sentimentale non è innata, infatti una grande quantità di evidenze scientifiche suggeriscono che la capacità di formare una relazione stabile dipende quasi solo esclusivamente da un sentimento forte e puro come l’amore.

Perché le persone gridano? L'insegnamento di Gandhi

Il vero amore da solo però non sopravvive, ha bisogno di continuo affetto e impegno. Per amare bisogna entrare in empatia con l’alto, imparare a pensare come l’altro, guardare nei suoi occhi e muoversi con lui.

Dott.ssa Serena Di Sisto

Author: SDS

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