Pensioni: Boeri critica le proposte del nuovo Governo

Non piacciono per nulla a Tito Boeri, il presidente dell’Inps, le decisioni prese dal nuovo Governo riguardo il sistema delle pensioni. Smontare la riforma Fornero per Bperi non sarebbe la scelta giusta da fare per il benessere dei pensionati italiani.

Nello specifico, Secondo il presidente dell’Istituto previdenziale, infatti, l’introduzione della Quota 100 e della Quota 41 per le pensioni appunto, costerebbe troppo e porterebbe ad un ulteriore riduzione dell’occupazione. Tito Boeri in un’intervista a Repubblica ha spiegato che introdurre la Quota 100 costerebbe fino a 20 miliardi di euro l’anno a seconda del requisito anagrafico e si domanda dove il Governo possa trovare tutte queste risorse.

Boeri ha poi espresso il suo parere per ciò che concerne il Rei, spiegando che investendo di più il Reddito di cittadinanza si potrebbe estendere all’80% in più delle famiglie povere. Insomma non sembra condividere i due provvedimenti che il Governo Giallo verde sta per mettere in atto.

Certo è che molti italiani non la pensano come lui e stanno aspettando le modifiche promesse durante a campagna elettorale. Ma che cosa è questa quota 41 che tanto non piace a boeri? Nello specifico, si tratta di una forma mediante cui possono accedere solo i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età, ossia che non hanno compiuto 19 anni d’età. Per tali soggetti, la Legge di Bilancio del 2017 (Legge n. 232/2016) all’art. 1, co. 199 ha introdotto una norma – successivamente adottata con Dpcm n. 87 del 23 maggio 2017, che consente a determinate categorie di soggetti in difficoltà di accedere alla pensione anticipata – a decorrere dal 1° maggio 2017 – con uno sconto rispetto alle regole ordinarie.

Pensioni: Boeri critica le proposte del nuovo Governo

Altresì, ricordiamo anche che attualmente per accedere alla pensione anticipata bisogna maturare almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e ben 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Il requisito contributivo aumento di ulteriori 5 mesi nel biennio 2019-2020, attestandosi a 43 anni e 3 mesi e possono accedere alla pensione anticipata, se si trovano nelle condizioni previste, i lavoratori dipendenti, autonomi, iscritti alle forme sostitutive ed esclusive, che perfezionano il requisito in regime di cumulo, e anche con Enti e Casse.

Ricordiamo in ultimo, che tali lavoratori possono comunque godere dell’agevolazione prevista dall’art. 1 co. 7 della L. n. 335/1995, che attribuisce l’incremento del 50% della contribuzione versata per i periodi lavorativi svolti durante la minore età.