Maxi taglio sulle pensioni d'oro. Ecco cosa cambia dal 2019

Con il nuovo Governo Giallo Verde per il nuovo anno sono previste tante novità per quanto riguarda il lavoro ma soprattutto le pensioni. Oltre alla Quota 100 si parla di un drastico taglio delle pensioni d’oro. Dal 2019 infatti, oltre 24mial asegni d’oro subiranno uno snellimento considerevole.

La prima misura farà risparmiare 1,5 mld in tre anni. L’indicizzazione resterà piena per gli assegni fino a 3 volte il minimo (circa 1.550 euro), per passare all’85% su quelli tra 3 e 4 volte il minimo, all’80% su quelli tra 4 e 5 volte, al 60% tra 5 e 6 volte e al 50% per gli assegni superiori a 6 volte il minimo.

Confermate, dopo le sedute di ieri a Roma anche le fasce di prelievo: 15% sopra i 100mila euro lordi annui; 25% sopra i 130mila euro; 30% dai 200mila euro; 35% dai 350mila euro; 40% oltre i 500mila euro. Il risparmio atteso, al netto degli effetti fiscali, è di 76,1 milioni nel 2019, 79,6 milioni nel 2020, 83,3 milioni nel 2021, 86,7 milioni nel 2022 e 89,9 milioni nel 2023.

Maxi taglio sulle pensioni d'oro. Ecco cosa cambia dal 2019

Previste sei fasce di tagli: l’adeguamento all’inflazione sara’ del 97% per gli assegni tra 1.522 e 2.029 euro, del 77% fino a 2.537 euro, del 52% fino a 3042 euro, del 47% fino a 4059 euro, del 45% fino a 4566 euro (nove volte il minimo) e del 40% o per quelli d’importo superiore. Insomma, basta super pensioni e adeguamento per le nuove. Per quanto riguarda la Quota 100 invece, pare che partirà dal 1 aprile 2019.

Secondo la misura, potrà andare in pensione solo chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati. L’anticipo massimo possibile, invece è di cinque anni. Si avvisa che però non ci saranno penalizzazioni. Chi utilizzerà quota 100 prenderà però un assegno più basso di quello che avrebbe incassato andando in pensione a 67 anni, tuttavia potrà accedere prima alla pensione.