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“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”…

Con queste parole la senatrice a vita Liliana Segre ricorda i giorni dell’olocausto e spiga come ancora oggi la storia non ci abbia ancora insegnato ad amare e a rispettare il prossimo.

«Chi fa politica non può ignorare la storia. Deve averla studiata. Con ognuna di queste dichiarazioni chi ha dato la vita muore una volta di più. Non penso solo ai partigiani, ma anche ai militari italiani, morti di stenti, malattie, in un campo di concentramento, pur di non aderire alla Repubblica Sociale».

“L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo.”

Liliana Segre nata a Milano il 10 settembre 1930 è una senatrice a vita italiana, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. Il 19 gennaio 2018 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha anche nomina senatrice a vita.

Nata a Milano in una famiglia ebrea, visse con suo padre, Alberto Segre e i nonni paterni, Giuseppe Segre e Olga Loevvy.La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alle quali viene espulsa dalla scuola.

Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano…Continua a leggere qui