L’amore a volte non supera tutto, come nel caso della scrittrice Virigina Woolf che, malgrado la sua felice storia amorosa con il marito, a seguito di uno dei suoi ennesimi periodi neri psicologici, decide di farla finita. Prima di morire però lascerà una lettera al marito, un richiamo all’amore che non morirà mai.

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La donna, autrice di numerosi romanzi, purtroppo si ritrova a dover fare i conti con una malattia mentale che non le lascia scampo se non quello di trovare pace eterna. All’età di 59 anni si appresta a dire addio in una lettera al marito Leonard.

DI SEGUITO LA LETTERA DI VIRGINIA AL MARITO:

‘Carissimo,

“sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi”.

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Nell’ottobre del 1928 Virginia Woolf viene invitata a tenere due conferenze sul tema “Le donne e il romanzo”. È l’occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Il risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione, attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva “denaro e una stanza tutta per sé”? “…

Adeline Virginia Woolf, nata a Londra nel 25 gennaio 1882 e morta nel 28 marzo del 1941, nel corso della vita è stata una delle principali figure della letteratura, insieme al marito fu una militante del fabianesimo, un movimento politico e sociale e che si proponeva come scopo istituzionale l’elevazione delle classi lavoratrici, per renderle idonee ad assumere il controllo dei mezzi di produzione. Le sue opere letterarie vennero tradotte in oltre 50 lingue. Per saperne di più clicca qui