Attualità

In arrivo una tassa sulle bevande zuccherate: di cosa si tratta?

Presto l’introduzione della tassa sulle bevande zuccherate. Questo è quanto appreso dopo l’approvazione in commissione finanze alla Camera, di un emendamento al ddl bilancio per tassare le bevande che hanno più zuccheri. L’obiettivo, ha dichiarato della maggioranza, è quello di poter reperire i fondi necessari al taglio dell’Irap.

Non tutti sono contenti della novità e già iniziano ad arrivare i primi commenti negativi. Contenti saranno perlomeno coloro che sono contro il consumo di bevande dannose per il corpo e che potrebbero comportare gravi rischi per la salute come l’obesità. Insomma, tra i pro e i contro i girllini affermano che grazie a questa decisone verrà abolito l’Irap, ma solo per le partite Iva fino a 100mila euro. “In questo modo – ha spiegato  Ruocco – risolviamo l’annosa questione dell’organizzazione per i lavoratori autonomi, che ha generato decenni di contenziosi”.

Secondo Assobibe, l’associazione di Confindustria che raggruppa le aziende produttrici di bevande analcoliche, la proposta approvata potrebbe avere un impatto fino a 1 euro al litro di bevanda prodotta o venduta in Italia. Un rialzo che certamente sconcerterà all’acquisto delle bevande zuccherate.

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti comunque ha affermato che: “La tassa sulle bevande zuccherate potrebbe avere un doppio valore: limitare le malattie cardiovascolari e aiutare il progresso scientifico”. Assobibe, l’associazione bevande alcoliche, però dal suo canto è preoccupata e dice in una nota:

“Non si comprende il motivo dell’introduzione di una tassa sullo zucchero contenuto solo nelle bevande, che utilizzano una parte minoritaria dello zucchero totale aggiunto in moltissimi altri alimenti. In questo modo si va a colpire, senza giustificazioni oggettive, intere categorie di prodotti, quali chinotti, acque toniche, tè freddi, cole, cedrate, aranciate, bevande con succo di frutta come i nettari, bevande a base vegetale, aperitivi analcolici, bevande per sportivi – ed ignorandone totalmente altre.

Il 99% delle calorie assunte quotidianamente dai consumatori italiani, deriva da altri alimenti senza dimenticare che le imprese associate ad Assobibe negli ultimi anni, hanno già tagliato il 22% delle calorie contenute nei propri prodotti.

Alla luce di quanto espresso, in questo clima di totale incertezza e penalizzazione, le aziende aderenti all’associazione si trovano costrette ad introdurre un blocco immediato delle assunzioni e degli investimenti in attesa di comprendere l’impatto di questa potenziale tassazione che appare discriminatoria e incomprensibile”.

Per saperne di più clicca qui e vai su Assobibe

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