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Frida Kahlo: ‘La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce’

Frida Kahlo: ‘La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce’ scriveva la tormentata e iconica Frida Kahlo, in una lettera indirizzata a Diego Rivera nel settembre 1939.

Oggi della eclettica donna ricordiamo la sua nascita e la sua vita tormentata, che ha lasciato per sempre una impronta di sé sulla terra.

Con queste parole, la sfortunata ma tanto amata donna,  voleva  raccontare il suo stato d’animo nei confronti della vita e delle vicissitudini che l’anno potata a dover reagire e a combattere, anche in amore.

“Si tratta di un monologo che mette in scena l’appassionata esistenza di Frida Kahlo “detta” dalla protagonista dal vertice estremo dei suoi giorni.

Leggiamo alcune righe della lettera:

“La mia notte è come un grande cuore che pulsa.. Sono le tre e trenta del mattino. La mia notte è senza luna.
La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. 

La mia sera è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore.

Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui.

La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia buia sera è un cuore ridotto a uno straccio.

La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo…”

L’artista, all’anagrafe registrata come Magdalena Carmen Frida Kahlo è nata a Coyoacán il 6 luglio 1907 ed è morta sempre a Coyoacán il 13 luglio 1954.

Conosciuta da tutti ancora oggi come icona di donna forte e di grande passione e successo, è stata una pittrice messicana, scrittrice e poetessa.

Dopo un terribile incidente che le procurò traumi irreversibili al corpo, la donna iniziò ad avvicinarsi all’arte e alla lettura, in particolare alla pittura e alla poesia.

Il suo primo lavoro fu un autoritratto, che donò al ragazzo di cui era innamorata.

Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori. Incominciò così la serie di autoritratti….Continua a leggere qui

Serena Di Sisto

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Serena Di Sisto

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