Bukowski e l'amore: 'bisogna provarci sempre, meglio le delusioni dei rimpianti'

‘Forse l’amore è di chi si ama da lontano, perché bisogna amarsi col doppio dell’amore‘…

Oggi, con queste poche righe estrapolate dalla poesia “Col doppio dell’amore”, vogliamo ricordare la figura dello scrittore Charles Bukowski, morto il 9 marzo 1994. Da allora, però, non è mai morta la sua poesia, il suo pensiero, che hanno attraversato generazioni e generazioni riscuotendo sempre la stessa fama e interesse.

Bukowski è proprio questo, un uomo capace di sopravvivere anche alla morte e al passare del tempo grazie ai suoi scritti, più attuali che mai.

La vita e la nascita:

Noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, nacque ad Andernach il 16 agosto del 1920 e morì a Los Angeles il 9 marzo 1994, lasciando un vuoto in tutti gli amanti dei suoi capolavori cinici e reali. Ad oggi, Charles Bukowski è uno tra i poeti più letti del secolo scorso. Il suo modo di scrivere attrae e invita alla lettura e cattura chi è alla ricerca di un libro basato sulla schiettezza, che non si limita all’utilizzo di parole, anche forti ma vere e sincere.

L’amore nei suoi testi:

Pur essendo considerata una figura complessa e a volte anche cinica, ha sempre avuto un gran cuore. I suoi sentimenti emergono all’interno delle sue poesie.

Ricordiamo, che nel corso della sua carriera, intervallata da donne e vita dissoluta, Charles Bukowski ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta pubblicazioni.

Una delle poesie che oggi ci sentiamo di dedicargli e di dedicarci è questa: “Col doppio dell’amore”. Ma quanto amore ci vuole per amarsi e per sopravvivere alle relazioni moderne? Bukowski, come noi, non lo sapeva ma sapeva che per far si che un grande amore possa esistere è fondamentale crederci. Lui, in questo caso, si riferisce soprattutto a quelle storie vissute a distanza, dove dice che ci vuole il doppio dell’amore affinché possano durare. Un eterno volersi e cercarsi, al di là del tempo e dello spazio, dove i sentimenti non conoscono la fine.

“Col doppio dell’amore”

Due che si baciano su una panchina
Chissà se si amano e altri due passeggiano
Ma non si parlano
Chissà se si amano
Io non lo so poi
Quanto dura questo eterno cercarsi
Questo eterno volersi
Senza volersi mai e questo eterno ignorarsi
Volendosi sempre. Forse l’amore è di chi si ama da lontano,
Perché bisogna amarsi col doppio dell’amore
“…

Charles Bukowski

La nascita:

Henry Charles “Hank” Bukowski, nato ad Andernach, in Germania, nel 1920, da padre statunitense ma di origini polacche e tedesche e da madre tedesca, visse in America. La sua famiglia, si trasferì a Baltimora, nel Maryland, nel 1923, e poi nel 1930 a Los Angeles. Durante la sua infanzia, suo padre fu spesso disoccupato e, secondo Bukowski, molto violento.

Cosa ha fatto:

Nel 1969, avviene la sua grande scalata al successo dove, decide di accettare l’offerta della casa editrice Black Sparrow, che gli propose di pagarlo 100 dollari al mese per tutta la vita. Da li in poi Bukowski si dedica alla scrittura e alle sue poesie. Il primo romanzo autobiografico, Post Office, lo fece conoscere al grande pubblico.

“Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni. Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male. Tienimi con te”...

Il contenuto dei suoi libri tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l’alcol, appunto, da frequenti esperienze carnali e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella…Continua a leggere qui

'La tua vita è la tua vita. Sappilo finché ce l’hai'... 25 anni fa moriva Bukowski
Bukowski: ‘Sempre più, mi aspetto meno’. Sono passati 27 anni dalla sua morte

Nel 1988 lo scrittore si ammalò di tubercolosi, continuò a scrivere fino alla morte, avvenuta a 73 anni per una leucemia fulminante il il 9 marzo del 1994.

Sulla sua lapide vi è una particolare incisione: “Henry Charles Bukowski – Hank – Don’t Try – 1920-1994“, e sotto appare l’incisione raffigurante un pugile.

La scritta “Don’t Try” (Non provare) è una frase che usa in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo l’ispirazione e la creatività. Bukowski spiega la frase in una lettera del 1963.

lapide Bukowski