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Divorzio. Ecco a chi spetta l’assegno per il nucleo familiare

Avete appena divorziato e non sapete a chi dovrà andare l’assegno per il nucleo familiare adesso? Ricordiamo, che in caso di separazione legale o divorzio, il giudice può stabilire di affidare il bambino o i figli ad uno solo dei genitori, o il padre o la madre.

In questo caso, l’Inps prevederà, che il genitore affidatario sia l‘unico soggetto legittimato a chiedere l’assegno per il nucleo familiare (ANF), poichè si troverebbe solo a sostenere i costi per la famiglia. Tuttavia, il problema sorge quando i figli siano stati affidati ad entrambi. Nei casi di affidamento congiunto dei figli quindi non è possibile procedere all’accertamento del nucleo facente capo ad un solo coniuge affidatario, potendo ritenersi per entrambi i coniugi affidatari sussistenti le condizioni per l’esercizio del diritto alla corresponsione dell’assegno e non ostando a tal fine la residenza anagrafica dei minori con uno soltanto dei genitori. Inoltre l’Inps afferma che il genitore separato/divorziato che non lavora o non ha una posizione tutelata e intende richiedere l’assegno per il nucleo familiare sulla posizione dell’altro genitore ai sensi dell’art.211 della L.151/1975 deve presentare però direttamente la domanda di prestazione che, se inoltrata al datore di lavoro, deve essere corredata dal modello di autorizzazione ANF43 rilasciato dall’INPS.

LEGGI ANCHE: Assegno per figli a carico. A chi spetta?

Analogamente a quanto previsto per le madri lavoratrici autonome, anche in caso di madre casalinga, il padre lavoratore può chiedere i riposi giornalieri a decorrere dal giorno successivo ai tre mesi dopo il parto. In caso di parto plurimo, il padre dipendente può fruire del raddoppio dei riposi e le ore aggiuntive possono essere utilizzate dal padre stesso anche durante i 3 mesi dopo il parto (circolare Inps n. 112 del 15.10.2009).

Inoltre, premesso che il concepimento di un figlio da parte di due coniugi separati non fa cessare l’efficacia del provvedimento di separazione, l’assegno spetta al genitore convivente con il figlio risultante dallo stato di famiglia, che può chiedere alla sede INPS di residenza l’autorizzazione, nell’attesa di un formale provvedimento di affidamento. Tuttavia, ricordiamo che la normativa dell’Inps in materia di ANF prevede che l’assegno spetta in una misura determinata consultando le apposite tabelle ANF pubblicate annualmente e valide dal 1 luglio e fino al 30 giugno dell’anno successivo. L’importo dipenderà poi dal numero dei componenti della famiglia e dal reddito familiare, nonché l’inclusione dell’eventuale reddito del figlio nel reddito familiare preso a riferimento per individuare l’esatto ammontare mensile dell’assegno.

Serena Di Sisto

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