Attualità

Direttiva Ue: possibile utilizzare cani randagi come cavie

Possibile utilizzare cani randagi come cavie da laboratorio. Questa l’ultima novità dopo il provvedimento approvato pochi giorni dall’UE che prevede proprio come cani e gatti “vaganti” possano essere utilizzati come cavie per la sperimentazione in laboratorio. Tuttavia non tutti hanno gradito la norma e ben eurodeputati hanno abbandonato l’aula durante la seduta.

Dunque con la direttiva europea sulla sperimentazione animale da oggi moltissimi randagi rischiano di finire sotto il bisturi dei medici e dei ricercatori. Infatti, proprio l’articolo 11 prevede che possano essere sacrificati sull’altare della scienza se non è possibile fare in altro modo. Questa decisione ha già scatenato le ire di moltissimi eurodeputati, ambientalisti e associazioni a difesa dei diritti degli animali. Si tratta di una decisione che ha scosso davvero tutti, sia quelli a favore che quelli contrari. Si tratta di una decisione davvero assurda per molti che rischia di far perdere di vista la tutela e la sicurezza degli animali.

Michela Kuan, della Lega antivivisezione dice la sua e dice alla stampa azionale che: “si lascia la porta aperta all’uso di animali in via di estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore, all’uso di cani e gatti randagi, all’utilizzo delle cavie per più esperimenti”. “Credo che l’Europa potrà dichiararsi un luogo civile quando saremo riusciti ad evitare la sofferenza di animali senzienti nei laboratori di ricerca”, risponde il sottosegretario alla Salute Francesca MartiniInvece Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, si dichiara a favore dicendo che in mancanza di test sugli animali, ancora oggi moltissimi bambini colpiti da leucemia non avrebbero avuto più di sei mesi di vita. Insomma, per il bene della scienza bisogna scendere a qualche compromesso ma anche i cani e i gatti sono creature di Dio.

Ad intervenire sul tema è stata anche la deputata Pdl Gabriella Giammanco, che ha detto come questa direttiva venga a favore delle industrie farmaceutiche ampliando la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati.
Ricordiamo che solo nel 2014 scese per la prima volta sotto le 700mila unità il numero di animali utilizzati in Italia come cavie per la ricerca scientifica. Il numero totale passò da 681.666 unità rispetto alle 723.739 del 2013. Una discesa di circa 30mila unità rispetto agli anni precedenti che però non ha portato a grandi risultati oggi.

Più volte la LAV e Opia sono scese in campo per difendere i diritti degli animali utilizzati come cavie. In questo caso sicuro si sentiranno le loro opinioni in merito alla ultima direttiva europea.

Serena Di Sisto

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