Novità per i lavoratori e per le pensioni. Dopo l’ultima normativa per il pensionamento, vediamo come sono cambiati i requisiti di accesso anche in base allo stile di vita e all’età. Dal prossimo anno, infatti, alcuni lavoratori andranno in pensione anche a 71 anni. Ma vediamo nello specifico chi dovrà aspettare così tanto.

Nella circolare n. 62 del 4 aprile 2018 l’INPS c’è indicata, per ogni tipologia di lavoratori, i requisiti richiesti dal 1° gennaio 2019, per la riscossione dell’assegno di pensione. A decorrere dal 1° gennaio 2019, i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di 0,4 unità. Quindi per il biennio 2019-2020, i soggetti ammessi al sistema delle c.d. quote possono conseguire tale diritto ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98, se lavoratori dipendenti pubblici e privati, oppure un un’età anagrafica minima di 63 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all’INPS. Il documento fornisce anche i dettagli sui nuovi requisiti per il personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e vigili del fuoco, pensione in totalizzazione, e criteri per la determinazione delle variazioni della speranza di vita.

I requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote sono stati adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal decreto 5 dicembre 2017, ed entreranno in vigore dal 1° gennaio 2019. Una scelta che ha fatto già infuriare qualcuno che dovrà aspettare ancora molto per la tanto attesa pensione di vecchiaia. Si tratta di una scelta insostenibile per moltissimi lavoratori che chiedono subito una modifica urgente alla Legge Fornero Nello specifico, si tratta di tutti quei lavoratori che avranno meno di 20 anni di contributi, ma almeno 5, con il primo accredito avvenuto dopo il 1996. Questi lavoratori quindi dovranno attendere come richiesto dalla normativa vigente.

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Vediamo le categorie di lavoratori interessati: L’adeguamento dei requisiti relativi alla speranza di vita trova applicazione anche nei confronti del personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e vigili del fuoco, nonché del personale delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile come la Polizia di Stato, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria  e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Pertanto dal 1° gennaio 2019, l’ulteriore incremento della speranza di vita, pari a 5 mesi, si applica ai requisiti anagrafici e, qualora l’accesso al pensionamento avvenga a prescindere dall’età, a quello contributivo previsto per il trattamento pensionistico.

Fonte Inps