Coppia complementare e simmetrica. Quale funziona?

Coppia complementare e simmetrica. Quale funziona?

Negli ultimi tempi, gli studi psicologici si sono diretti sempre più sull’andamento delle dinamiche relazionali, cercando di capirne i meccanismi e i problemi, al fine di poter dare un giusto contributo alle relazioni in difficoltà.

I ricercatori, nel corso delle indagini, hanno individuato due tipi di relazioni di coppia: la coppia complementare e la coppia simmetrica.

La coppia complementare:

Intimità e impegno nella relazione ma con l’assenza di amore. Questo genere di rapporto, subentra di solito, a seguito di una lunga unione coniugale e con la presenza di figli. Non per forza una coppia sposata debba assumere questo genere di amore ma di solito accade che molti si ritrovano in armonia ma senza amore. Si chiama amore complementare quello che completa, che si crea in situazioni di stabilità affettiva e familiare.

L’uno completa l’altro. A seguito del bilanciamento dei caratteri e delle vite di entrambi, si viene a configurare un rapporto solido e basato sul poter essere complementari. La coppia si muove in modo complementare e adotta sistemi volti al funzionamento del rapporto. Si tratta di una tabellina di marcia non scritta che i due si prefiggono di raggiungere, per il bene di entrambi o della famiglia che si è venuta a creare.

La relazione finisce nel momento in cui si è d'accordo su tutto
La relazione finisce nel momento in cui si è d’accordo su tutto

La relazione complementare rappresenta le relazioni ad “incastro”:

Viene definita relazione ad “incastro” perché la coppia, nonostante le diversità si completa. In questa fase però, bisogna fare attenzione a non estremizzare troppo, poiché arrivati a tal punto, vi è il concreto rischio che subentri la monotonia e la perdita della passione. Si tratta di un rapporto in cui uno si guarda nell’altro e si fida dell’altro. bisogna fare attenzione a non tramutare l’amore in affetto fine a se stesso.

Rapporto asimmetrico:

Il rapporto asimmetrico è vissuto come conflittuale ed è caratterizzato dalla presenza di due persone che non sono per nulla simili, anzi e che cercano, anche se in maniera complessa, di unire i due caratteri e le due vite, al fine di poter continuare a stare insieme. Si tratta di rapporti conflittuali e perennemente a rischio, che il più delle volte, non raggiungono nemmeno l’anno di vita.

Quando simmetria e complementarietà si uniscono:

Per far si che il rapporto sia ottimale e soddisfacente per entrambi, è necessario che si alternino periodi do complementarietà e di asimmetria. Essere solo complementari può stancare e affaticare la coppia. Essere sempre discordanti, anche. C’è bisogno di un bilanciamento al fine di riuscire a mantenere alto il morale di entrambi.

Cosa serve per far si che la coppia funzioni?

La psicologia, da sempre cerca di rispondere a tale domanda. Sono molte le persone che ricorrono alla terapia di coppia o al confronto individuale con un esperto per cercare di far chiarezza. Avere un rapporto non è mai semplice, complice la routine, la possibilità di avere a che fare sempre con gente nuova e l’inevitabile possibilità che si cela dietro l’uso massivo dei social network e dei siti di incontri.

Affinché l’amore sia completo e stabile, però, c’è bisogno di un mix di: desiderio reciproco – intimità – complicità costante – esclusività del rapporto – assenza di intromissione di terzi.

Il potere dell’attaccamento:

L’arma a doppio taglio dell’attaccamento lega in modo indissolubile le persone. Per far si che questo sia positivo, è necessario che non sia patologico e basato sull’insicurezza di uno o di entrambi. Per star bene è fondamentale non puntare tutto sull’attaccamento, poiché è una forma che si distacca dall’amore vero. L’attaccamento è qualcosa che serve ma che non deve prevaricare (Hazan., Shaver,. at all, 1990).

Sono anni che gli psicologi trattano questa tematica ed è sempre interessante scoprire nuove evidenze, anche all’interno delle relazioni interpersonali. Le prime ricerche sull’attaccamento risalgono, infatti, agli anni cinquanta e si basarono principalmente sul metodo etologico dell’osservazione diretta (Lorenz
1949; Harlow 1958)
. Attraverso l’osservazione empirica si valutava l’agire umano e se ne traevano le conseguenze. Anche oggi è così, solo che il bagaglio pregresso consente di trarre nuove informazioni.

La ricerca sull’attaccamento:

Il legame di coppia può essere considerata una relazione d’attaccamento, infatti ne presenta tutte le caratteristiche benigne fondamentali come: la ricerca della vicinanza, la protesta per la separazione e l’effetto base sicura. Si tratta di una buona base di attaccamento per far si che le persone si leghino e nulla ha a che fare con quello morboso e inquinante. In tal caso, parliamo di un attaccamento che si lega al concetto di simmetria e reciprocità del rapporto (Baldoni, 2005).

Non tutte le relazioni di coppia, ovviamente, presentano queste caratteristiche, ma quando manca una componente il legame perde la sua connotazione e non può essere considerato amoroso (Baldoni,2005)

Da studi svolti su ampi campioni della popolazione si è visto che nelle relazioni amorose possono manifestarsi sostanzialmente tre tipologie di attaccamento (Hazan e Shaver 1987). Oltre la metà delle persone (55%) manifestano una forma di attaccamento sicuro, caratterizzato dalla capacità di vivere esperienze intime, di porsi con il partner in una relazione di reciprocità e di offrire e ricevere aiuto se necessario(Baldoni, 2005).

Il dato critico dell’attaccamento “morboso”:

Nel 20% circa è presente, invece, un attaccamento insicuro preoccupato o ansioso, si tratta di persone costantemente in tensione che si lamentano della affidabilità, della disponibilità e della capacità di amare del proprio partner. Non tutte le relazioni di coppia, ovviamente, presentano queste caratteristiche, ma quando manca una componente il legame perde la sua connotazione e non può essere considerato amoroso buono e sano (Baldoni,2005).