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Sarebbero state confermate le ipotesi che gli scienziati avanzavano da tempo. Sul pianeta Marte sono state rilevate molecole organiche e il metano nell’atmosfera varia ciclicamente.Componenti essenziali per la formazione della vita.

I dati, inviati a Terra dalla missione Curiosity della Nasa, sono pubblicati su Science e non sono ancora la prova della vita, ma indicano una forte probabilità, che tre miliardi e mezzo di anni fa su Marte ci fossero tutti i requisiti per ospitarla. Nel corso degli ultimi sopralluoghi e delle varie indagini, il rover della Nasa ha analizzato campioni di suolo estratti con il trapano da sedimenti antichi di miliardi di anni che hanno permesso di rilevare la presenza di composti del carbonio a pochi centimetri dalla superficie.

Una scoperta sensazionale che ci mostra come sia possibile o sia stato possibile che ci siano tate forme di vita su Marte, il pianeta rosso più studiato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Sscience ed effettuato da un team internazionale di ricercatori che ha ribadito come le ultime prove rinvenute potrebbero essere state parti di molecole più complesse: “Non abbiamo ancora quello che cerchiamo, le ‘biosignatures’, come amminoacidi e acidi nucleici che formano proteine e Dna – spiega Daniela Billi, professoressa associata al dipartimento di Biologia a Tor Vergata e associata Inaf che non ha preso parte allo studio – e non sappiamo ancora di preciso quale sia l’origine di queste molecole. Potrebbero essere anche servite per il metabolismo cellulare ma non ci sono prove”.

“Curiosity le ha trovate ad appena tre centimetri e mezzo di profondità – continua Billi – questa è un’ottima premessa per la missione Exomars dell’Esa, che scaverà fino a due metri, dove le condizioni sono ancora migliori per cercare la vita”.

Ci sono segnali di vita su Marte. Rilevate molecole organiche

“Stiamo vivendo momenti entusiasmanti -, ha detto Chris Webster, del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, nella diretta online -. Guardiamo con speranza al futuro, in cerca di ulteriori risultati. Ci vorrà ancora del tempo prima di capire se l’origine del metano sia biologica”. Insomma una scoperta che apre nuovi spiragli verso la ricerca della vita extraterrestre. Ricordiamo che anche Stephen Hawking, il famoso astrofisicofisico, affrontò un tema affascinante ed alquanto enigmatico per la natura umana, quello della vita aliena. Egli affermo con certezza che su altri pianeti fossero presenti altre forme di vita ma che era meglio non andarle a cercare.