Lo scrittore Anton Pavlovič Cechov aveva un’idea del tutto singolare riguardo le relazioni amorose. diceva: ‘Se avete paura della solitudine non sposatevi’.

Per lo scrittore e drammaturgo russo, il matrimonio era qualcosa di quanto più vicino alla solitudine e alla tristezza. I legami, per l’autore sono importanti se non necessari ma non al punto di unirsi per la vita con una donna dinanzi a dio e alle autorità.In questo caso vi è non la critica ai sentimenti ma ai legami definiti quelli che legano ma non esaltano l’amore e l’unione.

Anche oggi potremmo considerare il matrimonio come una trappola e non come un modo per esaltare la relazione e unire? Il più delle volte è così ma non per via del contratto scritto in se per se ma per come vengono affrontate le questioni quotidiane e il rapporto a due.

Il matrimonio non è altro che un contratto, qualcosa che implica una piena collaborazione con il partner, una firma in cui ci si impegna a rispettare e a supportare. L’amore però non vive di regole scritte ma di regole personali, non dette ma ben definite nella testa dei partner. L’amore non ha bisogno di un matrimonio per crescere o morire ma di buoni propositi. La decisione di sposarsi non implica ne un nuovo inizio e ne la fine ma la voglia di volersi vedere e supportare ogni giorno.

LA PAURA DI RESTARE SOLI IMPLICA LA SOLITUDINE:

Molte persone per paura di restare sole o per paura di lasciare andare l’altro, pur non amandolo, rinunciano alla vera felicità e a trovare la metà della loro vita. Spesso ci si sposa per questo motivo e alla fine, si finisce col rimanere delusi.

Spesso la persona single è difatti più soddisfatta rispetto a quella sposata, e questo è dovuto al fatto che molti matrimoni sono pure coperture o atti dovuti per accontentare quei fatidici passi obbligatori che ognuno secondo i canoni deve fare.

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Note sull’autore:

Esordisce nella letteratura negli anni Settanta. Cechov, in vent’anni scrisse più di cinquemila pagine tra novelle e racconti. Nato da una famiglia umile, ha saputo, nel corso della vita, emergere e farsi conoscere grazie alla sua intelligenza e capacità di scrittura. Uomo riservato e a tratti un pò burbero, non amava le leggerezze e i peccati della vita considerati inutili.

Lo scopo dell’autore fu quello di cogliere la realtà per quello che era e mostrarla attraverso le sue opere, senza abbellimenti ma nella cruda e dura verità. Risiede nella mente dello scrittore una vera e propria ossessione se non passione per la ricerca della verità. Insofferenza e odio nei confronti delle ipocrisie e delle disparità societarie. Uomo fermo e attaccato ai suoi principi, emerge grazie al suo modo schietto e libero di esporre.

In amore meglio essere felici che cercare di avere ragione
In amore meglio essere felici che cercare di avere ragione?

Il tema della sensibilità:

L’autore non nasconde la sua sensibilità e quella degli uomini ma la esalta. Non pensa che essa possa indebolire l’uomo ma farlo emergere. La debolezza nel mostrare le proprie paure, sofferenze, non è motivo di vergogna, anzi. Per lui è invece da condannare l’indifferenza, che pian piano corrode e allontana gli uomini. Le commedie di Čechov rappresentano una pietra miliare della drammaturgia di tutti i tempi.

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Cenni storici:

All’inizio del ventesimo secolo elaborò una nuova metodologia della recitazione, per adeguare l’arte drammatica alla espressione di stati d’animo complessi, delle sfumature emozionali di personaggi apparentemente quotidiani, ma portatori di istanze attribuibili ad ogni essere umano. Per saperne di più clicca qui e consulta la pagina dedicata all’autore