Pensioni. Quanto costerà lasciare prima il lavoro con l'Ape

Per tutte le persone che avessero intenzione di richiedere l’Aape volontaria, dal 13 aprile sarà possibile effettuare la domanda. Pertanto, potranno richiedere l’ape, a totale carico del lavoratore, le persone con almeno 63 anni d’età e 20 anni di contributi versati nella stessa cassa previdenziale.

Ricordiamo quindi che il termine ultimo per poterne usufruire è il 18 aprile. Per chi non sapesse cosa è questa modalità pensionistica, ricordiamo che si tratta di un prestito corrisposto a quote mensili dall’istituto finanziatore scelto dal richiedente iscritto a determinate forme previdenziali, con almeno sessantatré anni di età e venti anni di contribuzione, che matura il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dalla domanda, a condizione che l’importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta per il tramite dell’INPS, sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.

La restituzione del prestito, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, avverrà in seguito a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Non potranno però accedere a questo prestito pensionistico tutti i titolari di trattamento pensionistico diretto a carico di una delle forme assicurative sopra indicate alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE, nonché alla data della domanda di accesso all’APE; per i quali sono previsti requisiti per la pensione di vecchiaia diversi da quelli indicati dall’articolo 24, commi 6 e 7, della legge n. 214 del 2011; e non potranno chiederla coloro che sono in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE, ovvero alla data della domanda di APE presentata successivamente a quella indicata nella certificazione.

Alla data della domanda di certificazione  occorre che il soggetto interessato abbia maturato un importo di pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria (il trattamento minimo è pari a € 501,89 per l’anno 2017).

La verifica dell’importo di pensione, al lordo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, è effettuata in base alle disposizioni vigenti nella forma assicurativa in cui il soggetto interessato ha perfezionato il requisito contributivo ovvero, in caso di maturazione del requisito in più forme assicurative, alla contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata nella forma assicurativa alla data della domanda di certificazione del diritto all’APE, al montante contributivo maturato nella gestione di cui alla precedente alla data della domanda di certificazione del diritto alla pensione anticipata.

Pensioni. Quanto costerà lasciare prima il lavoro con l'Ape

Ancora alla retribuzione/reddito percepiti nel periodo di riferimento precedente la data di presentazione della domanda di certificazione del diritto al prestito e infine ai coefficienti di trasformazione vigenti alla data di presentazione della domanda di certificazione e relativi all’età posseduta dal soggetto interessato alla prima data utile di presentazione della domanda, per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, ovvero all’età richiesta per il diritto alla pensione di vecchiaia, per i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Fonte Inps, circolare n.28